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Sto ascoltando dei dischi

13.00

Sto ascoltando dei dischi perché, la nostra vita, a conti fatti, non è come una canzone? Parole, piccole pause, ritornelli, arrangiamenti, assoli e cori. Tradurre in musica la vita è compito dei musicisti, spiegarsi attraverso le canzoni appartiene invece molto alla letteratura, ma abbastanza anche alla psicanalisi.

Amare la musica e i dischi tanto da confondere la vita con le canzoni e il pop con la realtà è la malattia dell’autore di questi racconti. In un succedersi di situazioni esilaranti, psicologi, consulenti familiari, terapie di gruppo, medici e addirittura la Morte tentano di curare il protagonista dalla sua ossessione per la musica. Ci riusciranno? Vincerà Freud o avranno la meglio i Beastie Boys? Il terrore per il reggaeton è curabile? Davvero non conoscete i Lucksmiths e le loro connessioni con il diabolico pupazzo Furby? È possibile mettere in scena The Queen Is Dead degli Smiths? Vita privata e analisi musicale si fondono in un testo travolgente, in cui sono le canzoni a fornire il ritmo all’esistenza dell’autore, scandita attraverso ricordi personali e aneddotica rock. Sto ascoltando dei dischi è narrazione, riflessione e playlist ininterrotta; un invito a tuffarsi nelle passioni melodiche, accomodandosi sul divano con il giusto sottofondo musicale.
Cosa pensavi di fare? è il libro game che ti sottoporrà ai bivi esistenziali di chi ha avuto la sventura di essere giovane negli ultimi vent’anni: un romanzo che racconta l’incertezza dietro ogni scelta nell’era del precariato, fra amore, lavoro e travagli interiori. Dipanando una dopo l’altra le opzioni possibili, i passaggi obbligati, le decisioni sofferte, le scoperte cruciali, Carlo Mazza Galanti ci offre la possibilità di muoverci avanti e indietro lungo la grande storia collettiva di questi decenni: i turbolenti anni scolastici, l’impegno politico, le nuove forme del sentimento e della vita sociale, le improbabili reinvenzioni lavorative, la fine degli ideali. Un giardino dei sentieri che si dividono, percorrendo e ripercorrendo i quali è possibile ricostruire l’immagine sfuggente di una generazione stretta in un’eterna, ansiogena insicurezza.

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